COS’È

Fondato nel 1960, il Premiolino è
il più antico premio giornalistico italiano

Edizione 2019

La cerimonia di premiazione dei vincitori della 59a edizione del più antico premio giornalistico Italiano si è svolta a Milano. Il Premiolino si rinnova sempre dando voce e credito alle espressioni del giornalismo che si sono particolarmente distinte per varietà e originalità dei contenuti.

Edizione 2018

Nel corso di una emozionante serata a Palazzo Marino, la Giuria ha reso note le motivazioni dei vincitori della 58° edizione del più antico e prestigioso premio giornalistico italiano. PresentI il Sindaco, Giuseppe Sala, e Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia, report maltese uccisa lo scorso ottobre.

Per la libertà di stampa

Nel corso della Cerimonia di Premiazione della 58° edizione, Corinne Vella ha consegnato il premio a Paolo Borrometi e ha pronunciato un toccante discorso dedicato alla tutela della libertà di stampa.

Edizione 2017

I premiati sono Alberto Angela (RAI1), Lucio Caracciolo (Limes), Ezio Mauro (La Repubblica), Nico Piro (RAI TG3), Giordano Stabile (La Stampa), la redazione di Radio Amatrice. Angela Frenda (Corriere della Sera) ed Eliana Liotta (IO Donna) vincono il Premio Fondazione Birra Moretti per la Diffusione della Cultura Alimentare.

Giuria

la giuria de Il Premiolino ha
sempre avuto firme di rilievo del giornalismo italiano

Premiolino BMW SpecialMente per l’inclusione sociale

Edizione 2019 – Alla sua prima edizione, il Premiolino BMW SpecialMente va a Giovanni Cupidi, tra i fondatori dell’associazione #SiamoHandicappatiNoCretini, autore del blog “Giovanni Cupidi Official” e del libro ” Noi siamo immortali. Due vite racchiuse in una sola esistenza” dove racconta la sua disabilità e i suoi problemi senza pietismi e con grande coraggio

Storia

E fu… Il Premiolino.
Gaetano Tumiati ripercorre i primi passi de Il Premiolino

“Eravamo nel 1960. L’anno di Gagarin, di Tambroni, di Lumumba, di Berruti alle Olimpiadi di Roma, di Kennedy alla presidenza degli Stati Uniti.
E noi un gruppo di inviati ‘milanesi’, relativamente giovani, per lo più fra i trenta e i quaranta, che guardava con rispetto alla generazione dei maestri: Vergani, Monelli, Barzini, Montanelli, Emanuelli.